Vai alla Home Page

Imposte e Tasse su investimenti stranieri in Brasile

 

La fiscalità internazionale è spesso regolamentata da specifici accordi tra gli Stati. Per evitare le doppie imposizioni, in linea generale la dichiarazione dei redditi va presentata nello Stato in cui si ha il domicilio fiscale, anche per i redditi prodotti all'estero, decurtando dall'imposta a debito quanto già pagato nello Stato estero. I redditi derivanti da investimenti immobiliari, normalmente vengono tassati a titolo definitivo nello Stato in cui i beni sono situati. Questa interpretazione è confermata anche dall'art. 6 della Convenzione 29/11/1980 n. 884 tra il Governo Italiano e quello Brasiliano, consultabile per esteso al seguente link: http://www.finanze.gov.it/export/download/dipartimento_pol_fisc/Brasile.pdf .

Chiunque in Brasile debba stipulare un atto pubblico, un contratto, acquistare un bene immobile o mobile registrato o altro deve essere in possesso del CPF. Il possesso del CPF non comporta problematiche particolari. Fino al 2007 se non si superava il limite di reddito previsto per l'esenzione fiscale era necessaria solo una semplicissima dichiarazione di esenzione (Declaração Anual de Isento) on line, ma dal 2008 tale incombenza non è più necessaria. Se si supera il limite di esenzione è bene affidarsi ad un consulente per la dichiarazione della rendita annuale.
Per verificare la validità del proprio CPF (una sorta di codice fiscale brasiliano) andare alla pagina http://www.receita.fazenda.gov.br/Aplicacoes/ATCTA/cpf/ConsultaPublica.asp

In Brasile il trasferimento di beni immobili è soggetto ad una tassa (ITBI) che incide normalmente il 2% sul valore catastale dichiarato.

Annualmente il proprietario dell'immobile deve pagare un'imposta comunale (IPTU) molto simile alla nostra ICI.

Secondo la normativa federale, se il proprietario possiede beni per un valore complessivo inferiore ad 80.000 reais o redditi inferiori a 16.473 reais è esonerato dalla dichiarazione degli immobili ed esente da tasse. Le persone fisiche con reddito superiore a 16.473 reais sono soggette ad un'imposta progressiva sul reddito con aliquote che variano dal 15% al 27,5%. Per verificare gli obblighi fiscali e le ipotesi di esonero può essere utile consultare il sito http://www.receita.fazenda.gov.br/PessoaFisica/IRPF/2009/Perguntas/ . La tassazione dei cittadini italiani è regolamentata da uno specifico accordo bilaterale entrato in vigore il 24/04/1981.

Il capitale straniero investito sul territorio Brasiliano viene registrato presso la Banca Centrale e potrà essere in qualsiasi momento rimpatriato, ma se il valore di rientro è superiore a quello registrato in entrata, sulla parte eccedente sarà applicata una tassazione del 15% quale reddito di capitale. Gli utili dichiarati provenienti dal capitale investito (già tassati in Brasile) vanno registrati presso la Banca Centrale ed il loro valore si aggiunge al capitale iniziale ai fini del calcolo della plusvalenza.

Il cittadino italiano che esporta capitali in Brasile dovrà compilare per i casi previsti dalla normativa Italiana il quadro "RW" sul modello di dichiarazione dei redditi "Unico". In questo modo "regolarizzerà" il trasferimento e non incontrerà problemi nel momento in cui deciderà di fare rientrare il capitale in Italia.

Non esiste un massimale di valuta al seguito per cittadini stranieri in entrata nel Brasile. Per la Legge Italiana si può portare un massimo di 10.033 euro, da dichiarare nell'aeroporto brasiliano di arrivo se superiori a 10.000 reais (circa 4000 euro). Per la valuta in uscita dal Brasile vale lo stesso limite di 10.000 reais ai fini dell'esonero dalla dichiarazione in aeroporto. I bonifici sui conti correnti intestati a residenti Brasiliani vengono normalmente effettuati per importi inferiori a 12.500 euro, per non incappare nelle rigide norme antiriciclaggio, che obbligherebbero altrimenti a produrre laboriose documentazioni di sostegno. Alcune banche brasiliane richiedono documentazione aggiuntiva già a partire da 5.000 dollari americani. Per effettuare le rimesse in Brasile è quindi consigliabile appoggiarsi ad una banca Italiana in grado di dare la necessaria assistenza e consulenza prima di effettuare l'operazione.

In linea molto schematica, l'investimento immobiliare in Brasile è regolamentato dalle norme sopra richiamate, ma all'atto pratico possono insorgere delle "complicazioni".

Le Banche brasiliane hanno un ruolo determinante nel trasferimento dei capitali stranieri e nella loro registrazione presso la Banca Centrale, ma nei singoli Stati Federali della Repubblica Brasiliana le norme vengono applicate in modo disomogeneo. Tra gli inconvenienti più diffusi, si segnalano le difficoltà che i cittadini stranieri incontrano nell'aprire un conto corrente presso gli Istituti di Credito Brasiliani operanti in certi Stati Federali, oppure la necessità di dover inserire la motivazione "manutençao" (cioè spese di mantenimento) sui bonifici utilizzati per trasferire in Brasile il proprio patrimonio personale o altri condizionamenti imposti dalle locali direttive bancarie per poter procedere all'accredito dell'importo. Il dialogo con i funzionari bancari non sempre è agevole, perciò, come avviene anche in Italia, per superare le difficoltà che possono presentarsi si è spesso costretti a percorrere strade alternative o complementari. E' però consigliabile non farsi tentare da decisioni azzardate, poichè in molti casi è possibile trovare soluzioni valide e compatibili con la normativa vigente.

Vai alla Home Page

 

 

 

 

cool hit counter